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Illuminismo Illuminismo.
Movimento
culturale diffusosi nell' Europa del Settecento. Il termine faceva
appello ai “lumi"
della ragione dell'uomo e della scienza, quali strumenti di lotta
contro l’ignoranza e la superstizione dei secoli precedenti. Raggiunse
la massima espansione in Francia con Montesquieu, Voltaire e
gli enciclopedisti
intorno alla metà del secolo.
Dopo
il Rinascimento l’uomo si guardò in uno specchio. E si vide. Si
accorse di esserci, e non più come creatura di Dio che a Dio
soltanto doveva rivolgere azione e pensiero, uniformando la propria
vita e quindi la propria immagine unicamente alla parola di lui. Dopo
i lunghi secoli della grande teologia che aveva pervaso il mondo
escludendone l’uomo, cominciò a diffondersi il chiarore di un
nuovo giorno, che dallo stesso uomo traeva luce e nel contempo lo
illuminava, ricollocandolo al centro della sua vita come nei grandi
momenti della cultura filosofica greca: l’uomo, con il suo pensiero
e la sua ragione. E
secolo della ragione fu definito il Settecento, perché l’uomo
erede della Rinascenza ricominciò a meditare su se stesso, a
ragionare, a interrogarsi; fu il secolo dell’uomo ritornato bambino
dai mille perché, che non più da Dio o dalla speculazione teologica
attendeva risposte, ma da sé medesimo, dal proprio pensiero, dai
“lumi” della propria ragione. Nel Settecento vi fu il prodigio
filosofico, religioso, sociale e politico dell’uomo moderno, che
uscì finalmente dalla minore età e si accorse di potersi sottrarre
alla pervasiva tutela di Dio e dei suoi intermediari:
l’Illuminismo, forse la più bella pagina della cultura francese. I
lumi della ragione: solo essa poteva dar luce all’uomo, fargli
capire la vita, la natura che lo circonda, aiutandolo a rischiarare
il buio del suo cammino; e l’Illuminismo (da “lumi della
ragione”, appunto) è caratterizzato da una nuova fede, quella
nella ragione e nel potere illuminante della conoscenza. Mentre
pensatori più ancorati alla tradizione si sforzavano di dimostrare
l’assoluta inconciliabilità della ragione con la fede, esortando
gli uomini a non fidarsi della loro propria ragione e a scegliere le
verità della fede, altri non se ne fecero convincere, rifiutarono di
attribuire razionalità alla rivelazione e scelsero come più
attendibile la propria ragione. L’illuministica
fede nel raziocinio umano è l’esigenza, finalmente avvertita, di
vederci chiaro, di giudicare con spirito critico; è impegno di
rinnovamento, per poter scrutare e influire sulla realtà e sul
proprio destino con la forza della ragione: il rifiuto di portare il
proprio cervello all’ammasso, come chiedono tutte le “chiese”,
tanto religiose quanto politiche. L’aspetto
più radicale dell’Illuminismo è la critica e il rifiuto di ciò
che è trascendente (e quindi assolutistico, in campo politico: la
Rivoluzione francese e le democrazie moderne sono “figlie”
dell’Illuminismo); e si manifesta contro tutti i convincimenti che
hanno come base un uso dogmatico della ragione, quali
l’accettazione di “verità” rivelate. L’Illuminismo avverte
il trascendente come qualcosa che distrae l’uomo dal suo compito
terreno e dalla sua essenza interiore. Nasce quindi una nuova forma
di religiosità; la difesa della libertà dell’uomo diventa difesa
di quei convincimenti religiosi che siano dettati dal raziocinio e
non da altri, mentre il culto di Dio diventa un fatto personale e
intimo che rifiuta intermediazioni fra creato e creatore. Per
il pensiero illuminista la religione o è superflua (per i
materialisti l’ateismo fu addirittura il segreto della felicità;
ma non misero in conto la disperazione che attanaglia chi non è
capace di aggrapparsi a una fede nei momenti più cupi), o è un
fatto esclusivamente personale e interiore, che si manifesta nel
rifiuto di accettare passivamente e senza giudizio critico i dogmi
teologici e i rituali della religione tradizionale. La
morale si emancipa dalla religione e riafferma la propria
indipendenza e individualità, trovando giustificazione nel solo
singolo individuo: esiste già nell’animo dell’uomo un
“sentire” religioso, un istinto, un senso morale che lo guida nel
suo agire; non c’è bisogno di cercare e seguire sentieri indicati
da altri. Un
altro aspetto dello spirito illuminista è il principio della
tolleranza; la nuova religiosità viene vista e vissuta come un fatto
di ricerca interiore, e quindi si impone la necessità di rispettare
il sentimento religioso di ciascuno, oltre alle scelte pratiche che
ne conseguono; mentre al contrario l’intolleranza, che sgorga quasi
sempre dall’accettazione acritica di dogmi e di verità rivelate,
denota l’incapacità di un sentimento religioso vero e intimamente
vissuto. Accanto
a ciò, il pensiero illuminista rifiuta la tesi dell’originaria
perversità dell’uomo e, ovviamente, non accetta il peccato
originale; l’uomo è per natura buono e degno di fiducia: è la
società che lo deteriora e lo rende cattivo. Di conseguenza, da
questa rinnovata concezione e immagine dell’uomo nasce
l’esortazione a uscire dalla minore età, dall’incapacità di
servirsi autonomamente del proprio intelletto senza ricorrere al
patrocinio di alcuno. Fede
assoluta, quindi, nella ragione e nel potere illuminante della
conoscenza, sul piano religioso come su quello pratico. Sono questi i
fondamenti, lo spirito e la ragion d’essere di quella che può
essere considerata l’opera più tipica e distintiva
dell’Illuminismo, l’Enciclopedia: uno strumento dato all’uomo
per conoscere e capire tutto il sapere con l’aiuto della ragione. Opera imponente che fu concepita (e richiese trent’anni di appassionato lavoro, dal 1751 al 1780) come la raccolta e la sintesi di tutte le conoscenze, di tutte le scoperte del pensiero a cui erano giunte nel tempo le varie discipline del sapere. Autori di questo innovativo e sorprendente lavoro, che dal suo nome sono noti come gli enciclopedisti, furono tutti uomini di vasta cultura e di ampie relazioni anche internazionali con insigni esponenti dell’intellighentzia e della politica del loro tempo: Diderot, D’Alembert, Rousseau, Montesquieu, e François Marie Arouet, meglio conosciuto come Voltaire.
ENCYCLOPÉDIE ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, par une societé des gens de lettres; mis en ordre & publié par M. Diderot ... ; & quant à la partie mathématique par M. D’Alembert ... A Paris : Chez Briasson [etc.], 1751-1780.
Enciclopedia ovvero Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri, a cura di un gruppo di letterati; coordinato e pubblicato dal signor Diderot ... ; e, per la parte matematica, dal signor D'Alembert ... Parigi, Briasson, 1751-1780. interamente tratto dal
sito Sala di lettura - www.alalba.it
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