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Caravaggio
Michelangelo
Merisi, detto il Caravaggio (nome della città in cui si trasferirà
nel 1578), nasce nel 1571 a Milano. Inizia il suo apprendistato nella
bottega del pittore manierista Simone Peterzano. Nel 1593 va a Roma ed
entra nella bottega di uno dei più notevoli artisti dei suoi tempi,
Giuseppe Cesari (detto il Cavalier D’Arpino) e nel 1595 viene
introdotto presso il cardinale del Monte che, con il suo vasto sapere
scientifico e filosofico, completa l’educazione e la conoscenza di
Caravaggio. Di questo primo periodo giovanile ci sono diverse opere di
carattere allegorico come: il Fanciullo con canestro di frutta,
Bacchino malato e il Ragazzo morso da un ramarro il
quale è un’allusione alla vanità dei piaceri dietro ai quali sta
il dolore, alludendo alla perdita della giovinezza minacciata dalla
morte. Negli ultimi anni del Cinquecento ricevette finalmente anche
delle commissioni più importanti, le pale d’altare. Appartiene a
questa fase di tema sacro il Riposo nella fuga in Egitto, la
conversione di san Paolo e diversi episodi della vita di san
Matteo. In queste opere egli veste i personaggi religiosi di panni e
dei volti umili della povera gente, rendendoli cosi molto realistici
ed umani, ricevendo pero molte critiche da parte della chiesa, che
rifiutò molti dipinti da lui realizzati come ad esempio Il san
Matteo e l’angelo (prima versione 1601) ritenuto inadeguato alla
sacralità del soggetto. A partire dal 1600 Caravaggio ebbe più volte a che fare con la giustizia e fu costretto a fuggire da Roma, quando nel 1606, per una disputa al gioco, uccise Ranuccio Tomassoni. Durante la sua fuga realizzò alcuni dipinti molto drammatici che riflettano il suo stato d’animo, come il David con la testa di Golia (Napoli) in cui nel capo tagliato di golia si riconosce il suo autoritratto. Dopodiché raggiunse la Sicilia fermandosi a Siracusa, Messina e Palermo lasciando dipinti con un carattere immateriale (rapporto spazio-figura disequilibrato) accentuato dal modo in cui dipingeva, “alla prima”, senza un vero disegno preparatorio. Di questo periodo è la Ressurezione di Lazzaro. Giuntegli notizie sicure del suo perdono da parte del papa, cerco di ritornare a Roma, muore però a Porto Ercole nel 1610 per la febbre di malaria.
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