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Analisi Pantheon - Partenone
Confronto della forma del tempio classico con quella del Pantheon, individuazione di differenze e analogie di forma e tecniche costruttive.
Il Pantheon (immagine in alto a sinistra) determina l’unione tra lo schema colonnato-frontone del tempio greco e una cella rotonda centrale ripresa dall’architettura etrusca. L’elemento caratterizzante del Pantheon è sicuramente l’immensa cupola che sovrasta l’aula centrale. Il tempio romano si differenzia in tal modo da quello greco utilizzando la linea curva, figura assente nell’architettura greca. Con l’insolita forma della sfera inserita in un cilindro, il Pantheon si denota anche come una originale tipologia costruttiva che ha permesso ai Romani di dare prova della loro maestranza cantieristica e delle loro tecnologie costruttive. Il tempio greco, inoltre, era solamente un edificio monumentale che tendeva ad essere abbellito solo all’esterno, come una scultura, poiché il fedele non poteva entrare in quella che era la casa degli dei. In effetti venivano scelti i migliori marmi per costruire i templi greci. (>>immagine 3)
Nel Pantheon, invece, troviamo, poiché l’edificio ospitava i fedeli, una accurata ricercatezza negli ambienti interni che, grazie all’unica fonte di illuminazione centrale qual è il lucernario al centro della cupola, culmina in una serie di giochi luci-ombre molto curata. Il porticato, all’interno, è inoltre decorato da pregiati marmi di diversi colori. Ciò che il Pantheon riprende dal tempio greco è sicuramente la facciata anteriore con il maestoso colonnato sovrastato da un timpano triangolare che assomiglia moltissimo a quella del Partenone (immagine in alto a destra). Otto sono le colonne che si contano nelle facciate dei due edifici in questione. Il pronao, inoltre, in tutti e due i templi, svolge la stessa funzione: fare da anticamera alla stanza centrale; nel caso del Partenone al naos con la statua di Athena e nel caso del Pantheon la grande stanza rotonda. Nel Pantheon, però, il pronao è stato diviso in tre navate. Riprendendo il discorso delle tecnologie costruttive possiamo dire che, mentre i Greci si basavano sulla sezione aurea e cercavano la perfezione con l’ausilio delle correzioni ottiche come l’entasis, ciò che caratterizza le tecnologie costruttive dei Romani è l’intelligente uso dei materiali usati e delle tecniche di costruzione. Il Pantheon ha delle fondamenta realizzate con un grande anello di calcestruzzo. I muri perimetrali sono realizzati con paramenti esterni di mattoni riempiti di calcestruzzo. La parte alta dei muri perimetrali è invece riempita di un calcestruzzo più leggero come la parte bassa della calotta. La parte più alta della cupola, invece, è costituita di un calcestruzzo ancora più leggero. Il getto avveniva per strati circolari: ciò permetteva di non dover costruire una maestosa centina per tutta la volta. Grazie a questo metodo e a questi materiali la cupola (>>immagine 4) non si comporta come una volta che sfrutta l’effetto cuneo, bensì la struttura si comporta come un unico elemento che riduce le spinte sui muri. Inoltre le aperture nel muro perimetrali, visibili nel lucido, concorrono ad alleggerire il muro. Cinque registri di cassettoni digradanti alleggeriscono invece l’immagine interna della cupola conferendole maggiore slancio verso l’alto.
Facendo un confronto tra la pianta dei due edifici, possiamo notare che, a parità di scala, il Pantheon è molto più grande del Partenone. A sottolineare la maestosità del Pantheon sono le cifre che parlano: la stanza centrale può contenere un sfera di 43,2 m di diametro, alla base, le mura perimetrali sono spesse più di 6 m e le colonne della facciata anteriore sono alte 12 m. Grazie al suo ottimo stato di conservazione il Pantheon è ancora utilizzato. Nelle cappelle dell'interno si trovano distribuite numerose opere d'arte ed inoltre ci sono le tombe dei reali d'Italia, di B. Peruzzi e di T. Zuccari e, in special modo, il sepolcro di Raffaello.
Significati simbolici e particolarità del Pantheon
Il tempio fu dedicato alle sette divinità planetarie. Il pronao nasconde la vista della "rotonda" fino all'ingresso nello spazio determinato da una sfera inserita in un cilindro che sta a significare la ricerca dei Romani di unire il finito e l'infinito insieme. L’apertura circolare con la quale termina la cupola, che serve a dar luce all'interno, era usata anche come sbocco al fumo dei fuochi sacrificali. L'asse dell'edificio contempla una piccola deviazione rispetto all' orientamento nord-sud: ogni anno, alle 12 del 21 giugno, solstizio d'estate, il raggio di sole che attraversa l'apertura circolare investe il visitatore che accede all'interno dal centro del portale. Durante i giorni di pioggia, l’aria calda che esce dall’apertura circolare della cupola ostacola l’entrata della pioggia. Un tempo la cupola era ricoperta da tegole di bronzo, rimosse nel tempo per essere riutilizzate.
Autore:
Giaco3000 D&D:
La Prima Runa
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